Tashkent

Avvolta in un’atmosfera fiabesca e circondata dai polmoni verdi cittadini brulicanti di vita, Tashkent è la Capitale dell’Uzbekistan. I mercati coperti, la scoppiettante via degli artisti rinominata Broadway e l’imponente torre della televisione locale – la più alta dell’Asia Centrale, che svetta nel cuore pulsante della metropoli – rendono Tashkent una destinazione da inserire nella tua prossima to do list di viaggio.

Sebbene sia considerata la città più abitata dell’Uzbekistan, merita il titolo di destinazione «a misura d’uomo». Silenziosa, tranquilla e visitabile anche dalle famiglie con bambini, Tashkent sostituisce il traffico strombazzante delle vie dello shopping alla quiete meditativa dei parchi.

Senza dimenticare la bellezza antica, seriosa e autentica dei quartieri residenziali dislocati a pochi chilometri dal centro città. A Tashkent i bimbi sono liberi di divertirsi in sella a una bicicletta e i turisti non devono temere di subire furti o raggiri.

Guidecity, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I viali ricchi di storia, arte e cultura ti trasporteranno in un mondo lontano e fascinoso; un microcosmo in cui le tradizioni, l’architettura e i profumi della cucina centro-asiatica si mescolano all’allure raffinato dei palazzi vecchi e alle antiche insegne sovietiche che testimoniano un lungo (e controverso) passato.
Tra modernità e antichità, tra vitalità e relax, Tashkent assicura un soggiorno da 110 e Lode a chiunque sia in Uzbekistan per turismo o per affari.

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Posizione e come arrivare a Tashkent

L’aeroporto internazionale di Tashkent si a sud della città che si può raggiungere in taxi in circa 30 minuti al costo di 20000-25000 UZS. In alternativa si può prendere il bus.

L’aeroporto di Tashkent è il principale dell’Uzbekistan.

Tashkent ha due stazione dei treni, la northern che è quella principale, si trova a nord-est dell’aeroporto, mentre la southern si trova a ovest dell’aeroporto. La maggior parte dei treni parte dalla stazione northern. Da qui si possono raggiungere Samarcanda e Bukhara con i treni alta velocità.

Per spostarsi in città si possono usare le 4 linee della metro, i bus, i taxi oppure i marshrutka (minivan). In questo sito potete trovare la mappe dei bus.

La metropolitana di Tashkent ha 4 linee, 43 stazioni ed è lunga 59,5 km. Il biglietto singolo costa 1400 UZS ed è valido per 60 minuti.

Cosa vedere a Tashkent

Chorsu Bazaar

Nel cuore della città vecchia di Tashkent, a breve distanza dalla suggestiva Kukeldash Madrasah medioevale della Capitale, sorge il Chorsu Bazaar. Tra i padiglioni, sormontati da 7 imponenti cupole rivestite di piastrelle in ceramica policroma, si estendono le bancarelle.

Vi troverai montagne di mele succose, di uva zuccherina e di fichi gialli avvolti in foglie verde smeraldo, ma anche ananas, melograni dalle tonalità rubino, pesche e pere a non finire. Ce n’è per tutti i gusti. Dopotutto, la fama del mercato di Chorsu non si limita alla città di Tashkent: più di duemila anni fa, il quartiere allora denominato Rabad Chach attirava nomadi e contadini locali provenienti dai territori limitrofi.

Lo scambio di merci contribuì a rendere la zona ricca e brulicante di vita in ogni ora del giorno e della notte. Per giunta, le rotte della Grande Via della Seta scaricavano a Rabad Chach il meglio di manufatti e beni di consumo.

Non sorprende che il mercato si fosse trasformato in un punto di incontro privilegiato. La gente del luogo discorreva, apprendeva le notizie, stringeva patti economici con i commercianti via mare e udiva i decreti degli araldi (i Jarchi) promulgati dal Khan.

Al giorno d’oggi, il lascito del passato si declina in un viavai continuo di turisti, locals e curiosi alla ricerca di un affare imperdibile. Nelle immediate vicinanze dei padiglioni sorgono inoltre le botteghe degli artigiani – molti dei quali lavorano cesti di vimini, strumenti musicali, ma anche gioielli e abiti finemente ricamati con fili ambrati o dorati.

L’assortimento è ampio e i mezzi di trasporto pubblici fermano a pochi passi dall’ingresso del Chorsu Bazaar.

Consigli extra
Per un pasto tipico, sali al piano superiore del Bazaar e assaggia il Naryn (tagliatelle di pasta bollita), il Samsa (panino ripieno di vitello tritato) o il Pilaf tradizionale con carne di montone.

Inside Chorsu bazaar in Tashkent, Uzbekistan

Benjamin Goetzinger, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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2 minuti a piedi dalla stazione metro Chorsu

Statua equestre di Amir Timur

Amir Timur è immortalato a cavallo in una piccola piazza d’incontro situata nel cuore della Capitale uzbeka. Tradotto in italiano in Emiro Tamerlano, il protagonista di questo celebre monumento fu comandante di origini turco-mongole che, secondo la leggenda, apparterrebbe alla gloriosa dinastia di Gengis Khan.

Nacque nel sud del Paese, nella ridente città di Samarcanda, e dimostrò fin da fanciullo la sua propensione al comando militare e all’equitazione armata. Genio indiscusso e stratega di grande coraggio, Tamerlano fu il capostipite dell’Impero Timuride, la cui dinastia mantenne il controllo sul Paese fino al 1405 (anno della sua morte).

Negli anni di reggenza, l’eroe nazionale assoggettò l’Afghanistan, la Siria, l’Iran e l’Iraq, dimostrando di non avere rivali nell’Asia Centrale dei secoli trascorsi. Si narra che riuscì a raggiungere il confine cinese, arrivando alla conquista dell’attuale Delhi – lì dove si erano arrestati perfino Gengis Khan e Alessandro Magno.

Insomma, il Padre della Patria uzbeko è ritratto in posa; saluta le milizie e fa sfoggio del suo fedelissimo compagno di avventure equino. Dopo la caduta del regime URSS, Timur è onorato dai cittadini di Tashkent che portano omaggi e doni sulla tomba di famiglia e ai piedi dell’enorme statua a lui intitolata.

Amir-Timur-Platz vom Hotel Usbekistan in Richtung Westen

Doris Ingeborg Lohse, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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5 minuti a piedi a ovest della stazione metro Amir Temur Hiyoboni

Metropolitana

Certo, la metropolitana di una città non è considerata un’attrazione visitabile dai turisti in viaggio, ma quella di Tashkent fa eccezione. Proprio come le strutture ferroviarie di San Pietroburgo, Mosca e Stoccolma, anche quella uzbeka costituisce un capolavoro architettonico mozzafiato.
Il susseguirsi di stazioni luccicanti corredato da pareti di marmo scuro – su cui campeggiano targhe commemorative e pannelli informativi in merito alla città, come avviene presso la fermata dedicata ai cosmonauti (Kosmonavtlar station) o alla lavorazione del cotone – danno vita ad ambienti eleganti, eccentrici, moderni e meritevoli di una visita.

Mosaici e cartelloni pubblicitari creano un mix irresistibile. Noi ti suggeriamo di fare tappa presso la stazione di Alisher Navoi, le cui decorazioni arcuate dall’estetica islamica ti trasporteranno in mondi lontani.

Economica, puntuale, sicura e pulita: la metropolitana di Tashkent viene promossa a pieni voti!

Consigli extra

• La stazione di Gafur Goldom – sulla linea blu – è un omaggio a uno tra gli intellettuali più brillanti e influenti dell’Uzbekistan, noto nel Paese per la traduzione di autori quali Shakespeare, Pushkin e Majakovskij. Le colonne di granito verde smeraldo conferiscono alla struttura un’estetica elegante e imponente. Le ceramiche murarie color ocra danno vita a un contrasto cromatico impareggiabile.

• La stazione di Yunus Rajabiy è tra le più recenti del complesso metropolitano della Capitale uzbeka. È stata inaugurata alla fine del 2001 ed è dedicata all’omonimo musicista. La sua architettura snella e la scelta del monocolore bianco/grigio si combina alla simmetria delle forme dei possenti lampadari in metallo.

• La stazione di Tashkent prende il nome dalla città in cui è situata ed è un susseguirsi di immagini, di sculture e di simboli che rendono omaggio al passato della Capitale. All’interno, l’uso della ceramica bianca e blu raffigura scene di vita quotidiana che omaggiano la popolazione uzbeka. Meritevole di una visita è il murale che celebra i 2200 anni di fondazione della metropoli: ha una forma circolare e raffigura un elegante pavone retroilluminato.

Tashkent Metro station 2

Adam Harangozó, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Plov Centre

Dopo una giornata di camminate nel verde e di lunghe salite tra le strette stradine della Capitale, concediti un pasto a base di Plov: un piatto nazionale che rappresenta la cultura culinaria uzbeka con semplicità e tante, tantissime spezie locali.

Lo si chiama anche Pilau, Pulao e Pilaf – motivo per cui ti consigliamo di chiedere direttamente al cameriere, se non lo trovi nel menù.

La sua ricetta?

Un piatto di riso condito con ortaggi di stagione (es: cipolle, sedano e carote) e arricchito da uva passa e carne saporita.

Lo si cuoce per circa quarantacinque minuti all’interno di una pentola di grandi dimensioni, chiamata Kazan. Secondo la tradizione, sono gli uomini a cucinare il Plov.

I mastri chef prendono il nome di Oshpaz e rappresentano una categoria di cuochi provetti che ha cucinato il Plov per migliaia e migliaia di commensali al giorno – soprattutto in occasione delle feste nazionali.

Consigli extra
Una famiglia locale ti invita per un Oshi Nahor – ovvero un Plov del Buongiorno? In questo caso, avrei l’opportunità di degustare il riso in compagnia del padrone di casa e dei suoi amici più intimi. Il pentolone di Plov ribolle fin dalle sei del mattino. Vale la pena settare la sveglia all’alba, non credi anche tu?

Se sei alla ricerca di un pasto di Plov memorabile – apprezzatissimo anche dai locals – recati al Centre of Plov della Capitale uzbeka. A partire da mezzodì è possibile assistere alla preparazione della pietanza prima di gustarla insieme a giovani coppie, anziani e famiglie in visita. Puoi accompagnare la prelibatezza con del tè verde, oppure con un bicchiere di Mojito (un’acqua zuccherata chiamata dalla popolazione locale come il noto cocktail).

Non tutti sanno che il Plov è conosciuto nell’Asia Centrale per essere il «Re dei Pasti». La versione tradizionale prevede l’uso di cannella, cumino e zafferano.

Central Asian Plov Centre in Tashkent 3

Adam Harangozó, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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9:00 – 22:00 (dalle 10:45 sabato e domenica)
Nessun giorno di chiusura
UZS 25000 UZS a piatto
15 minuti a piedi a sud-est della stazione metro Bodomzor
6km a sud-est della stazione dei treni

Alisher Navoi National Park

Se soggiorni a due passi da Amazar Street a Tashkent – una delle vie più trafficate e vitali della Capitale – non perdere l’occasione di lasciarti alle spalle lo strombettio delle macchine. A breve distanza dall’arteria stradale si trova infatti l’Alisher Navoi National Park (chiamato in passato Komsomolsky).

Il polmone verde è un omaggio alle vittime della Repressione che colpì il Paese durante il predominio sovietico. Quella di Navoi è tappa imprescindibile. Anche nell’eventualità in cui non avessi abbastanza tempo a disposizione per pianificare un tour nei giardini della metropoli, valuta di ritagliarti quarantacinque-sessanta minuti di tempo per ammirarne la bellezza.

L’ingresso accoglie i turisti con l’imponente Mausoleo e con la statua di Alisher Navoi – politico, poeta, scrittore e mistico uzbeko, noto per essere massimo esponente della letteratura in lingua chagatai.

A catturare l’occhio del visitatore è la cupola color turchese che svetta verso l’alto e aumenta l’eleganza e la particolarità dell’architettura commemorativa. Tutt’attorno, gli arbusti e i prati verdeggianti conducono al centro del parco, occupato dal Parlamento uzbeko, dal Museo della Repressione politica in onore delle vittime e dall’antica Madrasa Abulkasym (risalente al XVI secolo).

Quest’ultima si compone di una suddivisione tripartita in moschea, madrasa e khanqah. È nota per essere stato il luogo in cui, nel 1865, è stato firmato il trattato di pace in seguito all’occupazione di Tashkent a opera dei Russi.

Con i suoi sessantacinque ettari immersi nel verde e nella quiete, l’Alisher Navoi Park è tra i punti di riferimento cittadini più apprezzati nelle giornate di festa o nelle prime ore del week-end. Il connubio di politica, arte e storia rende il luogo fiabesco e interessante. Merita una visita!

Consigli extra
Se i parchi verdeggianti sono la tua passione e non riesci a resistere al richiamo di un caffè bollente sorseggiato sulla panchina di un giardino in fiore, prendi in considerazione l’idea di esplorare i polmoni green della Capitale uzbeka.

• Sharaf Rashidov Avenue è valorizzata da un’area verde bellissima e rilassante. Non ha un nome né un impianto commemorativo – come accade di frequente in buona parte dei giardini dell’Asia Centrale, – ma non sarà difficile da trovare in virtù della sua vicinanza a una delle strade più trafficate e turistiche di Tashkent. I colori neutri, i profumi degli alberi rigogliosi e l’erba che cresce ordinatamente da ambo i lati rendono il giardino di Sharaf Rashidov Avenue un ottimo spot per isolarsi dal rumore dei clacson.

• Se viaggi in compagnia dei più piccoli, valuta di raggiungere l’Anchor Lokomotiv Park (2016): il parco divertimenti assicura la giusta dose di intrattenimento e adrenalina tra piste di go-kart, labirinti, giostre illuminate e attrazioni di ogni sorta.

Alisher Navoi Park

Behrami, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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Sempre aperto
Nessun giorno di chiusura
5 minuti a piedi a est della stazione metro Milliy Bog

Barak-Khan Madrasa

Costruita nel XVI secolo per volere del sovrano Navruz Ahmadkhan, la madrasa di Barak-Khan è situata in prossimità della mahalla di Hazrat Imam.

Completata nel 1532 dopo un lungo iter di costruzione «a tappe», è diventata un punto di riferimento nella Capitale dell’Uzbekistan. Il motivo è imputabile al valore storico-culturale della madrasa.

Se non hai mai avuto occasione di viaggiare in un Paese a prevalenza musulmana, è probabile che il termine ti suoni inusuale. La madrasa è una scuola religiosa destinata alla pratica e alla lettura meticolosa degli scritti sacri. Nella maggior parte dei casi, è accompagnata da una moschea (omonima) in cui pregare e praticare i riti.

La mahalla, di contro, è un centro di ritrovo che nell’antichità era frequentato da un’élite solo maschile di filosofi, di uomini religiosi e di conoscitori dell’Islam e delle sue pratiche. Mahalla e madrasa danno vita, dunque, a un sistema di apprendimento e di diffusione religioso, prima ancora che architettonico, politico e culturale.

Non è un caso che la Madrasa di Barak-khan sia stata considerata per secoli un’icona della grandezza, della forza e della purezza della Capitale uzbeka. C’è di più. Fino al 2007, la scuola islamica è stata utilizzata come sede dell’Amministrazione spirituale per i musulmani nel Paese.

A breve distanza, si erge anche il museo della Madrasa Mui Muborak. Al suo interno è custodita una reliquia importantissima per i credenti: il Corano adoperato dal califfo Osman durante le pratiche di preghiera quotidiane.

Quest’ultimo è ritenuto il manoscritto sacro più antico giunto intatto fino ai nostri giorni. Non sorprende, dunque, che tutta l’area circostante alla scuola religiosa sia meta di pellegrinaggi da parte dei musulmani locals o in viaggio per qualche giorno.

La struttura consta, inoltre, di due mausolei costruiti prima della madrasa. Il primo (quello di Khanaka) dispone di due cupole situate sulla tomba di Suyundsh Khan, tra i governatori più influenti del passato. La seconda sorge a Est ed è anonima. Con ogni probabilità, fu intitolata a Barak Khan, morto a Samarcanda e, di conseguenza, di cui non si dispone delle ceneri.

Da un punto di vista architettonico, la scuola islamica cattura l’attenzione del visitatore in virtù delle mura di mattoni sormontate da una triade di cupole maiolitiche. Il portale è riccamente decorato, mentre le porte (Hujshras) sono corredate da inserti in metalli non ferrosi e avorio pregiato.

La struttura mantiene l’aspetto originario, se non fosse per il danneggiamento del 1868 risalente a una scossa di terremoto che ne provocò una parziale caduta. Ad oggi, gli scrittori del Corano, gli incisori di rame e di ottone e gli artigiani uzbeki aderenti all’Islam impiegano la scuola per organizzare laboratori rivolti alla cittadinanza.

Un luogo che, nonostante il suo ricco passato, è più fervido e importante che mai.

Curiosità
Il termine madrasa è traducibile in forma letterale come «studiare in un luogo». La scuola islamica è paragonabile a un istituto di formazione superiore specializzato nella comprensione delle scienze religiose e giuridiche di natura islamica.

Molte strutture dislocate nei Paesi a maggioranza musulmana dispongono anche di ambienti dedicati al riposo e al soggiorno degli studenti. I corsi riguardano da un lato lo studio della lingua araba e la sua influenza sui testi di culto e, dall’altro, la formazione, i racconti aneddotici di Maometto e la memorizzazione del Corano (e dei suoi insegnamenti).

Se la madrasa non dispone di una moschea nelle immediate vicinanze, è generalmente accompagnata dalla presenza di un minareto per il richiamo alla preghiera.

Al giorno d’oggi, i fanciulli musulmani sono liberi di compiere le scelte formative indipendenti dall’educazione religiosa classica, se lo desiderano.

Hazrat Imam, Barak Khan 02

LBM1948, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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20 minuti a piedi a nord della stazione metro Gafur Gulom

Minor Mosque

Immagina di camminare per le vie moderne e avveniristiche di Tashkent quando t’imbatti in un edificio religioso che incarna la bellezza e l’eleganza morigerata dello stile islamico. La Minor Mosque è stata eretta in tempi record, in meno di un anno (2014).

È situata nell’area moderna della Capitale e cattura l’attenzione in virtù delle decorazioni ipnotiche e minuziose dipinte sul candore del marmo bianco. La cupola blu e l’ampia piazza di accesso quadrangolare (con fontana e giardino) sono meta privilegiata tanto per i credenti che si riuniscono in preghiera quanto per i curiosi e per i turisti che intendono ammirarne i riflessi turchesi e le decorazioni di grande pregio.

Tra cortili fioriti e luoghi di silenzio in cui raccogliersi in sé stessi, la Minor Mosque rappresenta un luogo d’interesse da aggiungere alla to do list di viaggio – anche solo per scattare una foto instagrammabile.

Tashkent City

Yunuskhuja Tuygunkhujaev, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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Sempre aperta
Nessun giorno di chiusura
20 minuti a piedi a nord-ovest della stazione metro Minor

Chiesa russo-ortodossa dell’Assunzione della Vergine

La Cattedrale della Dormizione o dell’Assunzione (The Holy Dormition Cathedral) è un complesso di origine russo ortodosso costruito negli anni Settanta dell’Ottocento. La struttura è stata ampliata nel 1990, mentre il campanile è stato interamente ricostruito soltanto in tempi recenti (nel 2010).

La gestione della Cattedrale passò in mano ai bolscevichi e al gruppo Chiesa Vivente nel 1922, così come buona parte delle strutture cristiane del Paese. Dal 1933 e fino al 1945, inoltre, la Cattedrale della Dormizione è stata impiegata a uso militare.

La storia del culto ortodosso in Uzbekistan merita qualche informazione aggiuntiva: a seguito della Rivoluzione d’Ottobre del 1920, la stragrande maggioranza degli edifici religiosi russi sul territorio venne trasformata in depositi di armi o in palestre militari per la formazione dei cadetti.

Quando la struttura venne riaperta al pubblico nei primi mesi del 1945, acquisì fama via via crescente nel Paese e si trasformò nel punto di riferimento per i cristiani uzbeki.

Non sarà difficile riconoscerla nel traffico della città: si staglia fiera con le sue cupole dorate, le decorazioni pastello e la struttura in legno. L’aspetto realmente interessante concerne, inoltre, la dimensione della Cattedrale. I visitatori avranno la possibilità di lasciarsi alle spalle i rumori del centro città camminando tra fontane, interni di grande bellezza e cortili da cui scoprire piccoli-grandi pezzi di storia del Paese.

Успенский кафедральный собор в Ташкенте

ГОЛ ос, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Informazioni pratiche

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8:00 – 20:00
Nessun giorno di chiusura
10 minuti a piedi a ovest della stazione dei treni e dalla stazione metro Tashkent